
Il lavoro registico di Mario Binetti nasce dall’esperienza diretta della scena e da una conoscenza profonda dei suoi meccanismi interni. La regia, per lui, non è un atto di controllo ma di ascolto: uno spazio in cui parola, corpo, musica e immagine vengono messi in relazione per costruire un linguaggio coerente, essenziale e leggibile. Il suo approccio si fonda su una visione artigianale del teatro, maturata attraverso anni di lavoro come attore, artista del coro, direttore di scena e direttore di palcoscenico.
Nel corso degli anni sviluppa un’attività continuativa come regista e autore, firmando spettacoli teatrali e musicali e curandone l’impianto artistico e scenico. Il suo lavoro si concentra sulla chiarezza narrativa, sul ritmo e sulla centralità dell’interprete, con una particolare attenzione alla coralità e alla relazione tra scena e pubblico.

Nel corso degli anni lavora come regista, aiuto regista e direttore di scena in produzioni liriche e teatrali ospitate in importanti contesti istituzionali, tra cui il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro Coccia di Novara e il Teatro Zandonai di Rovereto, collaborando con direttori artistici e registi di rilievo tra cui Francesco Bellotto, Nicola Berloffa, Deda Colonna, Francesco Micheli, Peter Stein. L’esperienza maturata all’interno del Donizetti Opera Festival e in ambito internazionale, come il Japan Opera Festival presso il tempio Hōryū-ji di Nara, contribuisce a consolidare una visione della regia come sintesi tra tradizione, precisione tecnica e apertura al dialogo culturale.
Firma la regia di opere e spettacoli in allestimenti site-specific e outdoor, portando titoli del repertorio lirico come Il Trovatore, Tosca e Turandot in contesti storici come Piazza Vecchia a Bergamo Alta. In questi progetti, la regia si confronta con lo spazio urbano e con un pubblico eterogeneo, trasformando il luogo in parte integrante della narrazione scenica.
Accanto al teatro, sviluppa un percorso registico anche in ambito audiovisivo, firmando documentari, cortometraggi, programmi televisivi e progetti speciali a carattere culturale e istituzionale, distribuiti anche in circuito cinematografico. In ogni contesto, il suo lavoro registico mantiene una linea coerente: costruire un equilibrio tra visione e ascolto, tra struttura e libertà espressiva.
Essere regista, per Mario Binetti, significa creare le condizioni perché la scena possa esistere nella sua verità, mettendo al centro l’interprete, il senso del gesto e la responsabilità dell’atto artistico.

