MB Attore

Il lavoro attoriale di Mario Binetti nasce dal teatro e si fonda su una relazione profonda con la scena, intesa come spazio di ascolto, presenza e verità. Fin dall’infanzia il palcoscenico diventa per lui un luogo di formazione e di ricerca, un terreno in cui la parola, il corpo e la voce si incontrano per costruire senso. L’esperienza maturata con la Compagnia del Gioppino, realtà con cui collabora stabilmente, rappresenta il primo contatto con una tradizione teatrale viva, popolare e rigorosa, capace di insegnare il valore del tempo scenico e del rapporto diretto con il pubblico.

Nel teatro musicale affronta precocemente il lavoro su produzioni strutturate, come Tutti insieme appassionatamente, entrando in contatto con una macchina teatrale complessa e con interpreti di rilievo. Questa esperienza contribuisce a definire un approccio professionale fondato sulla disciplina, sull’ascolto del gruppo e sulla precisione dell’interpretazione. Parallelamente, la formazione musicale e vocale lo conduce verso l’opera e il repertorio lirico, lavorando come Artista del Coro in contesti istituzionali come il Teatro Donizetti di Bergamo e il Teatro Municipale di Piacenza, e partecipando a produzioni ospitate in teatri e festival nazionali e internazionali.

Il lavoro in ambito lirico, insieme alla partecipazione a produzioni di alto profilo come Aida al Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Zubin Mehta e la regia di Peter Stein, rafforza una concezione dell’attore come interprete consapevole, capace di inserirsi in un disegno più ampio mantenendo una forte identità scenica. Allo stesso tempo, il confronto con eventi di valore culturale e simbolico, come Le vie dell’Amicizia diretto da Riccardo Muti, contribuisce a sviluppare una visione dell’arte come atto di responsabilità civile e culturale.

Accanto al palcoscenico, l’esperienza audiovisiva, il lavoro come doppiatore e speaker e la partecipazione a spot, programmi televisivi e progetti editoriali ampliano il campo dell’interpretazione, portando l’attenzione sulla voce come strumento espressivo centrale. In ogni ambito, l’attore rimane al centro di una ricerca che unisce rigore tecnico e sensibilità, tradizione e sguardo contemporaneo.

Essere attore, per Mario Binetti, significa abitare la scena con consapevolezza, trasformando ogni ruolo in un’occasione di incontro, ascolto e trasformazione.